Martedì, 29 Dicembre 2015

Perché il 2016 sia l’anno della Snia

Era fine maggio quando i progettisti arrivati da tutta Italia per la residenza “Next SNIA” hanno presentato alla città, dopo giornate intense di lavoro e co-progettazione, la strategia su come recuperare l’area e valorizzare il nostro territorio.

Da allora sono passati dieci mesi. Mesi di lavoro dietro le quinte, in cui abbiamo resistito alla tentazione di rincorrere l’ultimo commento su Facebook o l’ultima dichiarazione sui giornali. Mesi che abbiamo preferito spendere a capire come calare una visione complessiva nei tecnicismi necessari richiesti da una complessa opera di recupero urbanistico e ambientale. Mesi, in definitiva, dedicati a capire come sia possibile accelerare tutto il processo che va dalle attività di bonifica soprasuolo, attualmente in corso, fino alle indagini integrative per la cosiddetta caratterizzazione, così da fare in modo che il 2016 sia “l’anno della Snia”.

Tutti questi approfondimenti ci permettono di avere oggi le idee chiare: su quali passi si debbano fare, e su chi possa compierli. Per questo abbiamo deciso che il 29 gennaio 2016 – ad un anno esatto dal lancio della call internazionale usata per selezionare i progettisti – condivideremo apertamente e pubblicamente le conclusioni a cui siamo arrivati. 

Quel giorno non saremo soli. Ci saranno anche Golder Associates,società internazionale con oltre 50 anni di esperienza nel campo dell’ingegneria ambientale, e AUDIS (Associazione delle Aree Urbane Dismesse), a testimoniare la rilevanza nazionale che il futuro dell’ex SNIA di Rieti ha ormai acquisito, e che non a caso hanno scelto la nostra città come tappa del roadshow nazionale dedicato al rapporto tra bonifiche ambientali e processi di rigenerazione urbana. 

Il 29 gennaio sarà inoltre l’occasione per consegnare ai reatini un Report che racconta il lavoro e gli sforzi di questi ultimi due anni: una sintesi di cosa è emerso durante la residenza di maggio e gli esiti degli approfondimenti più operativi degli ultimi dieci mesi. 

Scopriremo anche, in questo modo, perché molte cose stanno succedendo a partire da – e attorno – l’ex SNIA: dalla decisione del Centro Studi sui Problemi della Città e del Territorio dell’Università di Bologna di condurre una ricerca per identificare e perimetrare le aspirazioni e la “vocazione” del territorio; a come un gruppo di volontari si sta prendendo cura degli oggetti e delle carte dell’archivio storico della SNIA; a come, ancora, anche grazie al percorso avviato con Next Rieti nelle scuole, 360 giovani reatini avranno quest’anno l'opportunità di fare una esperienza di formazione imprenditoriale, grazie al sostegno della Fondazione Varrone e alle competenze di Junior Achievement, leader in Italia nel settore dell’educazione dei più giovani alle discipline economiche.

Il 29 gennaio, infine, ribadiremo che RENA c’è, disposta a continuare il suo lavoro con chi adesso – nel momento più delicato di tutto il percorso di recupero dell’ex SNIA – è pronto a prendersi il proprio pezzo di responsabilità. 

Tanti Auguri di Buon Anno!

Lorenzo Micheli e Rosella Volpicelli per tutto il gruppo di Next Rieti – RENA 

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